12) Jung. Il significato dell'inconscio collettivo.
Nel suo saggio Gli archetipi dell'inconscio collettivo - di cui
qui riportiamo un brano - Jung sostiene la necessit di
considerare la presenza nell'uomo di un inconscio collettivo
universale e impersonale che non si sviluppa individualmente ma
 ereditato.
A sostegno della sua tesi presenta qui interessanti esempi, tratti
dall'arte, dalla mitologia, ma anche dal recente  ripresentarsi
nella storia, come fenomeno collettivo, di simboli arcaici, come
la svastica, che esercitano sulle masse il loro potere. La prova
dell'esistenza degli archetipi in ogni individuo pu essere
trovata nei sogni, in cui si presentano spesso motivi che non
possono essere ricondotti ad esperienze personali.
C. G. Jung, Gli archetipi dell'inconscio collettivo ( pagina 261).
L'ipotesi di un inconscio collettivo fa parte di quei concetti che
l per l stupiscono il pubblico, ma che poi entrano in suo uso e
possesso come concetti familiari; il che appunto  avvenuto per il
concetto di inconscio. L'idea filosofica di inconscio, quale 
esposta soprattutto da C.G. Carus ed E. von Hartmann, dopo essere
stata sommersa dalle straripanti ondate del materialismo e
dell'empirismo senza lasciarsi dietro tracce degne di nota,
riemerse a poco a poco all'interno della psicologia medica di
tendenza naturalistica. Dapprima il concetto di inconscio si
limit a designare la situazione di contenuti rimossi o
dimenticati. Per Freud l'inconscio, bench almeno metaforicamente
compaia gi come soggetto attivo, in sostanza non  altro che il
punto ove convergono quei contenuti rimossi o dimenticati, e deve
ad essi soli il suo significato pratico. Conseguentemente, secondo
questo modo di vedere, esso  esclusivamente di natura personale,
bench d'altra parte Freud ne abbia riconosciuto l'orientamento di
pensiero arcaico-mitologico.
Un certo strato per cos dire superficiale dell'inconscio  senza
dubbio personale: noi lo chiamiamo inconscio nella psiche di
forme determinate che sembrano essere presenti sempre e dovunque.
La ricerca mitologica le chiama motivi; nella psicologia dei
primitivi esse corrispondono al concetto di reprsentations
collectives di Lvy-Bruhl; nel campo della religione comparata
sono state definite da Hubert e Mauss categorie
dell'immaginazione. Adolf Bastian, molto tempo fa, le ha
denominate pensieri elementari o pensieri primordiali. Da
questi riferimenti dovrebbe risultare abbastanza chiaro che la mia
idea dell'archetipo - letteralmente una forma preesistente - non
 a s stante, ma  riscontrabile anche in altri campi della
conoscenza.
La mia tesi, dunque,  la seguente: oltre alla nostra coscienza
immediata, che  di natura del tutto personale e che riteniamo
essere l'unica psiche solo empirica (anche se vi aggiungiamo
l'inconscio personale come appendice), esiste un secondo sistema
psichico di natura collettiva, universale e impersonale, che 
identico in tutti gli individui. Quest'inconscio collettivo non si
sviluppa individualmente, ma  ereditato. Esso consiste di forme
preesistenti, gli archetipi, che possono diventare consci solo in
un secondo momento e danno una forma determinata a certi contenuti
psichici.


2. Il significato psicologico dell'inconscio collettivo.

La psicologia medica, sviluppandosi, come ha fatto, dalla pratica
professionale, insiste sulla natura personale della psiche. Con
ci intendo la visione di Freud e di Adler. La loro  una
psicologia della persona, in cui i fattori etiologici o causali
sono ritenuti di natura quasi interamente personale. Anche questa
psicologia, non dimeno,  basata su certi fattori biologici
generali - per esempio, sull'istinto sessuale o sulla spinta
all'autoaffermazione - che non sono in nessun modo caratteristiche
meramente personali. Essa  spinta a ci dalla pretesa di essere
una scienza che spiega. N la concezione freudiana n quella
adleriana negherebbero l'esistenza di istinti a priori comuni sia
all'uomo sia agli animali, n la loro significativa influenza
sulla psicologia personale. Gli istinti tuttavia sono fattori
impersonali, diffusi universalmente, ereditari, di natura dinamica
o motivante, che molto spesso non riescono a raggiungere per nulla
la coscienza, cos che la psicoterapia moderna si trova dinanzi al
compito di aiutare il paziente a divenirne cosciente. Gli istinti
inoltre, per natura non sono vaghi e indefiniti, ma sono forze
motrici specificamente formate, che, molto prima che esista un
qualsiasi grado di coscienza, e nonostante il grado di coscienza
raggiunto in seguito, perseguono i loro scopi intrinseci. Essi
assumono, di conseguenza, analogie cos strette con gli archetipi,
che vi sono in verit buone ragioni per supporre che gli archetipi
siano le immagini inconsce degli istinti stessi, in altre parole,
che essi siano modelli di compattamento istintuale.
L'ipotesi dell'esistenza dell'inconscio collettivo non , perci,
pi audace dell'assunto secondo cui esistono degli istinti. Non 
difficile ammettere che l'attivit umana  notevolmente
influenzata dagli istinti, del tutto indipendentemente dalle
motivazioni razionali della mente cosciente. Pertanto, se si
asserisce che la nostra immaginazione, la percezione e il pensiero
sono influenzati allo stesso modo da elementi innati e formali
presenti universalmente, mi sembra che un'intelligenza normale
possa scoprire in quest'idea n pi n meno misticismo che nella
teoria degli istinti. Bench tale accusa di misticismo sia stata
rivolta frequentemente al mio concetto, devo di nuovo sottolineare
che il concetto d'inconscio collettivo non  n speculativo n
filosofico, ma empirico. Il problema  semplicemente questo:
esistono o non esistono forme inconsce universali di questo
genere? Se s, c' una regione della psiche che si pu denominare
inconscio collettivo. E' vero che la diagnosi dell'inconscio
collettivo non  sempre un compito facile. Non  sufficiente
sottolineare la natura spesso inequivocabilmente archetipica dei
prodotti inconsci, dal momento che essi potrebbero essere derivati
da acquisizioni avvenute tramite il linguaggio e l'educazione; si
potrebbe anche escludere la criptomoesia, il che  quasi
impossibile in alcuni casi. Nonostante tutte queste difficolt, a
liberare il campo da ogni possibile dubbio, sussistono sufficienti
esempi che dimostrano il rivivere autoctono di motivi mitologici.
Ma se un inconscio tale esiste, la spiegazione psicologica deve
tenerne conto e sottoporre a una critica pi acuta alcune
etiologie considerate personali.
E' possibile forse chiarire meglio il mio pensiero mediante un
esempio concreto. Voi avete probabilmente letto l'analisi di Freud
di un quadro di Leonardo da Vinci, Sant'Anna, la Vergine e il
Bambino. Freud interpreta questo quadro straordinario sulla base
del fatto che Leonardo aveva avuto due madri. Questa  una
causalit personale. Non mi dilungher sul fatto che questo quadro
non  certo unico, n su un'imprecisione secondaria (sant'Anna 
la nonna di Cristo, non, come si deduce dall'interpretazione di
Freud, la madre); ma sottolineer solo che compare qui,
intrecciandosi con la psicologia chiaramente personale, un motivo
impersonale, a noi ben noto da altri campi. Si tratta del motivo
della doppia madre, un archetipo di cui si trovano molte
varianti nel campo della mitologia e della religione comparata;
esso si trova inoltre alla base di numerose reprsentations
collectives. Potrei ricordare, per esempio, il motivo della
doppia discendenza, cio la discendenza da genitori umani e
divini, come nel caso di Eracle, che ricevette l'immortalit
perch adottato a sua insaputa da Era. Ci che era un mito in
Grecia, era un rituale in Egitto: il faraone era per natura sia
umano che divino. Sulle pareti dei sacrari della nascita dei
templi egizi sono dipinti il secondo concepimento, quello divino,
e la nascita del faraone: egli  nato due volte. E, questa,
un'idea che sta alla base di tutti i misteri di rinascita, anche
nel cristianesimo. Cristo stesso  nato due volte: con il suo
battesimo nel Giordano egli fu rigenerato e rinacque dall'acqua e
dallo spirito. Perci nella liturgia romana la fonte  denominata
uterus ecclesiae; essa, come si pu leggere nel messale romano,
viene chiamata cos ancor oggi nella benedizione della fonte, il
sabato santo prima di Pasqua. Inoltre, secondo un'antica
concezione cristiano-gnostica, lo spirito che apparve sotto forma
di colomba veniva interpretato come Sofia-Sapienza-Saggezza e come
Madre di Cristo. Grazie a questo motivo della doppia nascita, oggi
i bambini, in luogo di fate buone e cattive che li adottano
magicamente alla nascita con benedizioni o sortilegi, ricevono
come protettori un padrino e una madrina.
L'idea d'una seconda nascita si trova in tutti i tempi e in tutti
i luoghi. Ai primordi della medicina era un mezzo magico di
guarigione; in molte religioni  l'esperienza mistica centrale; 
l'idea centrale nella filosofia occulta del Medioevo e, last but
not least,  una fantasia infantile spesso presente in
innumerevoli bambini d'ogni et, i quali credono che i loro
genitori non siano quelli veri, ma soltanto genitori adottivi, ai
quali sono stati affidati. Anche Benvenuto Cellini ebbe
quest'idea, come narra nella sua autobiografia.
E' assolutamente impossibile che tutti gli individui che credono
in una doppia discendenza abbiano sempre avuto realmente due madri
o, viceversa, che quei pochi che condividono il destino di
Leonardo abbiano contagiato il resto dell'umanit con il loro
complesso. Non si pu piuttosto fare a meno di supporre che la
presenza universale del motivo della doppia nascita, unito con la
fantasia delle due madri, risponda a un bisogno umano onnipresente
che si riflette in questi motivi. Anche se realmente Leonardo
ritrasse in sant'Anna e Maria le sue due madri - cosa di cui
dubito - egli stava soltanto esprimendo qualcosa in cui hanno
creduto innumerevoli milioni di persone prima e dopo di lui. Il
simbolo del nibbio (di cui Freud tratta nel lavoro citato) rende
questo punto di vista molto pi plausibile. Con una qualche
giustificazione egli cita come fonte del simbolo i Hieroglyphica
di Orapollo, un libro molto usato al tempo di Leonardo, nel quale
si pu leggere che gli avvoltoi sono solo femmine e simboleggiano
la madre. Essi concepiscono attraverso il vento (pneuma). Questa
parola assunse il significato di spirito soprattutto sotto
l'influsso del cristianesimo. Anche nella descrizione del miracolo
della Pentecoste lo pneuma ha ancora il doppio significato di
vento e spirito. Ci dimostra senza dubbio, a mio parere, che
Maria, vergine per natura, concep attraverso lo pneuma, come un
avvoltoio. L'avvoltoio inoltre, secondo Orapollo, simboleggia
anche Atena, che fuoriusc, non generata, direttamente dalla testa
di Zeus, era una vergine e conobbe una maternit solo spirituale.
Tutto ci  sicuramente un'allusione a Maria e al motivo della
rinascita. Non v' nessuna prova che Leonardo abbia pensato a
qualcosa di diverso nel dipingere il quadro; ma, bench sia
corretto supporre che egli si sia identificato con Ges bambino,
egli stava rappresentando con tutta probabilit il motivo
mitologico della doppia madre, e non la sua preistoria personale.
E che dire di tutti gli altri artisti che hanno dipinto lo stesso
tema? Certo non tutti hanno avuto due madri.
Trasponiamo ora il caso di Leonardo nel campo delle nevrosi e
supponiamo che un paziente con un complesso materno soffra
dell'illusione delirante che la causa della nevrosi stia nell'aver
avuto realmente due madri. L'interpretazione personale dovrebbe
ammettere che egli ha ragione, e sarebbe completamente sbagliata.
La causa della sua nevrosi risiederebbe, in realt, nella
riattivazione dell'archetipo della doppia madre, del tutto
indipendentemente dal fatto che egli abbia avuto una o due madri,
perch, come abbiamo visto, quest'archetipo funziona
individualmente e storicamente senza alcun riferimento alla
presenza relativamente rara della doppia maternit.
In un caso simile si  naturalmente tentati di supporre una causa
cos semplice e personale; l'ipotesi per  non solo inesatta, ma
totalmente falsa. Non  facile, come tutti sanno, comprendere come
il motivo della doppia madre - ignoto a un medico che possegga una
preparazione esclusivamente medica - possa avere un potere tanto
grande da determinare l'effetto di una condizione traumatica. Ma
se consideriamo i tremendi poteri che sono nascosti nella sfera
mitologica e religiosa dell'uomo, il significato etiologico
dell'archetipo appare meno arbitrario. In numerosi casi di nevrosi
la causa del disturbo sta proprio nel fatto che alla vita psichica
del paziente manca la cooperazione di queste forze motrici. Ci
nonostante, una psicologia puramente personalistica, riducendo
ogni cosa a cause personali, fa di tutto per negare l'esistenza di
motivi archetipici e cerca, con l'analisi personale, addirittura
di distruggerli. Considero questo un procedimento piuttosto
pericoloso, che non pu essere giustificato sul piano medico. Oggi
 possibile giudicare meglio di vent'anni fa la natura delle forze
coinvolte. Non vediamo forse come un'intera nazione stia rivivendo
un simbolo arcaico, s, perfino certe forme religiose arcaiche, e
come quest'emozione di massa stia influenzando e rivoluzionando la
vita dell'individuo in maniera catastrofica? L'uomo del passato 
vivo oggi in noi in una misura impensabile prima della guerra. E
il destino delle grandi nazioni che altro , in ultima analisi, se
non una somma dei mutamenti psichici degli individui?.
Se una nevrosi , com' stato finora, solo un affare privato, che
ha le sue radici esclusivamente in cause personali, gli archetipi
non rivestono nessun ruolo. Se invece  una questione
d'incompatibilit generale o una condizione, in altro modo
dannosa, che produce nevrosi in un numero relativamente grande
d'individui, allora dobbiamo supporre la presenza di archetipi
costellati. Poich in un numero relativamente grande di casi le
nevrosi sono non fatti privati, ma fenomeni sociali, dobbiamo
supporre che anche in questi casi vengono costellati degli
archetipi: viene attivato l'archetipo corrispondente alla
situazione, e di conseguenza entrano in azione le forze esplosive
e pericolose nascoste nell'archetipo, spesso con esiti
imprevedibili. Non v' persona folle sotto il dominio di un
archetipo, che non ne divenga preda. Se trent'anni fa qualcuno
avesse osato predire che il nostro sviluppo psicologico tendeva a
una reviviscenza delle persecuzioni medievali degli ebrei, che
l'Europa avrebbe di nuovo tremato davanti ai fasci romani e al
passo cadenzato delle legioni, che le persone ancora una volta
avrebbero fatto il saluto romano come duemila anni fa, e che
un'arcaica svastica, invece della croce cristiana, avrebbe
attratto milioni di guerrieri pronti a morire, ebbene sarebbe
stato accolto come un mistico folle. E oggi? Anche se pu
sorprendere, queste cose assurde sono diventate un'orribile
realt. La vita privata, le etiologie private, le nevrosi private
sono diventate nel mondo d'oggi quasi una finzione. L'uomo del
passato, che viveva in un mondo di reprsentations collectives
arcaiche,  tornato a vivere in modo tangibile e dolorosamente
reale, non solo in pochi individui squilibrati, ma in molti
milioni di persone.
Nella vita vi sono tanti archetipi quante situazioni tipiche. La
continua ripetizione ha impresso queste esperienze nella nostra
costituzione psichica, non nella forma d'immagini dotate di
contenuto, ma in principio solo come forme senza contenuto, atte
a rappresentare solo la possibilit d'un certo tipo di percezione
e d'azione. Quando si presenta una situazione che corrisponde a un
dato archetipo, allora l'archetipo viene attivato e si manifesta
come una coercizione che, come una forza istintiva, si fa strada
contro ogni ragione e volont oppure produce un conflitto di
dimensioni patologiche, cio una nevrosi.

3. Metodo di prova.

Dobbiamo ora porci il problema di trovare il modo di provare
l'esistenza degli archetipi. Poich si suppone che gli archetipi
producano certe forme psichiche, dobbiamo considerare come e dove
si possa reperire del materiale che mostri queste forme. La fonte
principale sono i sogni, che hanno il vantaggio di essere prodotti
involontari, spontanei, della psiche inconscia, e pertanto puri
prodotti di natura, non falsificati da uno scopo conscio.
Interrogando l'individuo,  possibile accertare quali, tra i
motivi che appaiono nel sogno, gli siano noti. Da quelli che gli
sono sconosciuti dobbiamo naturalmente escludere tutti i motivi
che potrebbero essergli noti, come ad esempio - per tornare al
caso di Leonardo - il simbolo del nibbio. Non siamo sicuri se
Leonardo abbia tratto o no questo simbolo da Orapollo, anche se
sarebbe stato ben possibile per una persona colta di quel tempo,
poich in quell'epoca gli artisti si distinguevano per la loro
vasta conoscenza degli studi umanistici. Pertanto, sebbene il
motivo dell'uccello sia un archetipo per eccellenza, la sua
esistenza nella fantasia di Leonardo non proverebbe ancora nulla.
Dobbiamo allora cercare motivi che potrebbero non essere noti al
sognatore e che tuttavia si comportino funzionalmente nel suo
sogno in modo da coincidere con il funzionamento dell'archetipo
noto dalle fonti storiche.
Un'altra fonte del materiale di cui abbiamo bisogno si trova
nell'immaginazione attiva. Con ci intendo una serie di fantasie
prodotte da una concentrazione deliberata. Ho riscontrato che
l'esistenza di fantasie inconsce irrealizzate accresce la
frequenza e l'intensit dei sogni, e che quando queste fantasie
vengono rese consce, i sogni mutano carattere e diventano pi
deboli e meno frequenti. Da ci ho tratto la conclusione che i
sogni contengono spesso fantasie che vogliono diventare consce.
Le fonti dei sogni sono spesso istinti rimossi che hanno una
tendenza naturale a influenzare la mente cosciente. In tali casi
il paziente ha semplicemente il compito di contemplare un
qualsiasi frammento di fantasia che gli sembri significativo -
un'idea casuale, forse, o qualcosa di cui  diventato cosciente in
un sogno - finch il contesto, cio l'importante materiale
associativo in cui  inserito, diventi visibile. Non si tratta, in
questo caso, della libera associazione che Freud raccomanda per
l'analisi dei sogni, ma dell'elaborazione d'una fantasia
attraverso il materiale fantastico che si aggiunge successivamente
al frammento in modo naturale.

C. G. Jung, Gli archetipi dell'inconscio collettivo, Boringhieri,
Torino, 1974, pagine 7079.
